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B612
parole come porte dimensionali dell'anima


Diario


9 dicembre 2007

Alice

voce fuori campo:

"è tardi è tardi"

piano amercano:

alice cerca intorno la voce.

controcampo:

nuvola di polvere che nasconde la voce: "è tardi è tardi"

totale:

scontro frontale fra alice e il bianconiglio.

(A = Alice; B= Bianconiglio)

A: "dove corri"?
B: "è tardi è tardi" - guardando la padella appesa al collo
A: "credi che correndo arriverai prima"?
B: "è tardi è tardi" - incuriosito dalla domanda
A: "certo, hai ragione, sembra sempre tardi per arrivare"
B: "........"
A: "intendo dire che spesso ci troviamo a correre.
     Anche io lo faccio.
     spessissimo. Corro senza mai fermarmi senza guardare nè
     avanti nè indietro. Calpestando semplicemente l'attimo.
     corro per superare il tempo
     corro per annullare lo spazio
     corro per difendere il cuore da chi ci vuole entrare.
     corro per giocare, per ridere, per piangere.
     corro per ricordare, per sognare, per dormire.
     ma quando mi fermo, mi accorgo che tutto è rimasto lì:
     è come se avessi corso sul posto, come se avessi sprecato
     quelle forze impiegate per sentire la mia anima viva.
     non credo che serva correre. l'ho imparato a mie spese.
     forse sarebbe meglio aspettare che le cose ci raggiungano:
     senza evitare il dolore e la gioia che ci scaricano addosso.
     già...meglio non correre. tanto non serve."

B: " è tardi è tardi"  

e scappa correndo per raggiungere qualcosa dalla quale sicuramente fugge.




permalink | inviato da B612 il 9/12/2007 alle 23:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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